Integrare i modelli linguistici con la conoscenza delle organizzazioni
richiede modelli concettuali di nuova concezione.
Le ontologie Isagog sono costruite per questo: guidano il ragionamento sia dei modelli linguistici sia del grafo di conoscenza.
I modelli linguistici sanno parlare di quasi tutto, ma non conoscono i dati, le regole e il lessico di un'organizzazione. Per collegarli a questa conoscenza serve un modello concettuale: un vocabolario condiviso e preciso che dica di quali cose si parla, quali relazioni le legano e che cosa se ne può dedurre.
Le ontologie tradizionali sono nate per le basi di dati e i sistemi logici: sistemano ogni cosa in una gerarchia rigida di categorie. Il linguaggio naturale funziona diversamente: le stesse parole cambiano senso con il contesto, e uno stesso oggetto si descrive in modi diversi a seconda di ciò che serve. Un modello pensato per lavorare con i modelli linguistici deve tenerne conto.
Queste pagine raccontano come abbiamo ripensato le nostre ontologie, a che cosa servono e come le usiamo. Nell'esploratore potete navigarle direttamente.
DA DOVE COMINCIARE
Concetti come prospettive
Perché un concetto non è una categoria in cui rinchiudere le cose, con quattro esempi presi dai modelli.
Tre livelli, più il vostro
Top level, agenti e frame: che cosa descrive ciascuno, e come vi si costruisce sopra l'ontologia di un'organizzazione.
Un vocabolario, due lettori
Come le stesse definizioni guidano i modelli linguistici e il ragionamento sul grafo di conoscenza.
Esplora le ontologie
Concetti e relazioni, con definizioni operative, prospettive, domini e codomini.