RAGIONARE CON LE ONTOLOGIE

Due lettori,
un solo vocabolario.

Un'ontologia Isagog ha due lettori: i modelli linguistici, che leggono le parole, e il grafo di conoscenza, che applica le regole. Lo stesso concetto guida entrambi, ed è per questo che le loro risposte si possono confrontare e verificare.

Nei modelli linguistici

Le definizioni operative dicono in poche righe che cosa significa ogni termine, nella lingua desiderata. Ai modelli diamo una vista compatta dell'ontologia, non l'ontologia intera: sanno di quali concetti possono parlare e in che senso, con un contesto ridotto.

Quando un agente estrae fatti da una conversazione, può usare solo i concetti del catalogo: ciò che non vi rientra viene scartato. Allo stesso modo l'analisi dei testi riconosce solo i frame previsti, con i loro ruoli. La prospettiva scelta orienta l'interpretazione, invece di lasciarla all'immaginazione del modello.

Nel grafo di conoscenza

Sul grafo gli stessi concetti sono assiomi che un motore di inferenza applica. Chi fa accadere un evento è, per definizione, un agente; un evento con almeno due copartecipanti è riconosciuto come reciproco; se un documento produce un segno che si riferisce a qualcosa, il documento riguarda quella cosa.

Le domande in linguaggio naturale diventano interrogazioni SPARQL sul vocabolario dell'ontologia, e i controlli di coerenza segnalano i dati che violano gli assiomi. Ogni risposta si può ricondurre ai dati e alle regole da cui deriva.

Le parole orientano il modello, le regole vincolano il grafo: la stessa ontologia tiene insieme le due cose.