TRE ONTOLOGIE, UN SOLO MODELLO

Un nucleo minimale
e due livelli specializzati.

Le ontologie Isagog sono costruite a strati. Il livello superiore fissa le distinzioni più generali; gli altri due lo importano e lo estendono, per gli agenti conversazionali e per l'analisi dei testi.

versione 4.7

Ontologia top level

Le categorie più generali, con impegni modesti.

Poche categorie fondamentali (continuanti e occorrenti, tangibili e intangibili, agenti, informazioni, segni, situazioni, qualità) e le relazioni che le legano: partecipazione, composizione, causalità, collocazione, inerenza. Ogni termine ha una definizione operativa breve, in italiano e in inglese, scritta per essere letta anche da un modello linguistico, e corrispondenze con DOLCE e schema.org.

versione 1.0

Ontologia degli agenti

Atti linguistici, conversazioni, memoria.

Descrive come comunicano gli agenti. Un atto linguistico ha un solo autore e un solo tipo illocutorio (informare, chiedere, confermare…), può rispondere a un atto precedente e avere un peso di salienza; una conversazione è un evento le cui fasi sono atti linguistici. Gli aspetti (bisogni, interessi, vincoli dell'utente) sono le qualità che un agente ricorda: formano la sua memoria semantica.

versione 1.1

Ontologia dei frame

Le situazioni ricorrenti di cui parlano i testi.

Un inventario di ruoli: i partecipanti (paziente, tema, strumento, beneficiario, esperiente…), ciascuno definito da sette domande sì/no, come «c'è volontà?» o «c'è un cambiamento di stato?», e le circostanze, organizzate sulle quattro cause aristoteliche. Un frame è insieme una classe di eventi e una voce di catalogo, con definizioni, unità lessicali e attestazioni nei corpora: un frame senza attestazioni è un'ipotesi, non una voce.

LA VOSTRA ONTOLOGIA

Costruita sulle ontologie Isagog,
estratta dai vostri testi e dai vostri schemi.

Ogni organizzazione che adotta la piattaforma ha una propria ontologia, che descrive il suo dominio: le opere e le mostre di un museo, gli articoli e le firme di un giornale, i prodotti e le pratiche di un'azienda. Non parte da zero: estende le ontologie Isagog, e ogni concetto nuovo si aggancia alle prospettive del nucleo. Un'opera d'arte è un artefatto, un curatore è una persona, una mostra si può guardare sia come una collezione di opere sia come qualcosa che accade.

Così l'ontologia dell'organizzazione eredita fin dal primo giorno le regole di ragionamento, le definizioni pensate per i modelli linguistici e gli strumenti della piattaforma: domande in linguaggio naturale, memoria degli agenti, analisi dei testi.

Si può estrarre in modo supervisionato da ciò che l'organizzazione già possiede: i testi, come documenti, procedure e archivi, e gli schemi, come basi di dati e modelli dei dati. Gli agenti propongono concetti e relazioni; gli esperti del dominio li discutono, li correggono e li approvano.

Come lavoriamo con i vostri esperti →

Le ontologie sono scritte in OWL 2 e rilasciate con licenza CC BY 4.0.